domenica 30 novembre 2014

OCCHIATA

OCCHIATA

Ieri e questa mattina condizioni meteo e marine abbastanza brutte quindi poco pesce ma come ribadisco sempre fresco.
Oggi come pesce povero ho preso anche l'OCCHIATA nome scientifico -OBLADAMELANURA-
Pesce Azzurro,vive sulle nostre coste su fondali rocciosi o con alghe  e si può pescare tutto l'anno,
 è gustosa e si può cucinare come si desidera ,l'unica accortezza è quando si va a comprarla deve essere di una buona pezzatura perché le più piccole hanno molte spine.
Il suo nome deriva da occhi grandi e dalla macchia nera sulla coda

ORATE SELVAGGE ECCO COSA CI REGALANO: LA BOTTARGA

IL PESCE DI OGGI: ORATE SELVAGGE ECCO COSA CI REGALANO

Oggi come tutte le mattine ho comprato dei bei pesci e tra questi anche se non è considerato un pesce povero ho preso delle belle Orate selvagge!
La quantità che ho trovato era di solo 8 esemplari ma meglio così,questo è veritiero che sono state pescate in mare.









 
Come sempre i pesci li  trattiamo noi per garantire sempre la massima qualità nella freschezza e nel mantenimento e così chiaramente li evisceriamo sperando sempre  di trovare le uova o il lattume ,ed ecco cosa mi hanno regalato questi otto pesci:prossima Bottarga di Orata, sarà vostro piacere commentare se sarà gustosa dopo averla assaggiata.

LA SEPPIA

La seppia vive sui fondali arenosi,fangosi,sulle praterie di Poseidonia e anche sui fondali rocciosi.
Si avvicina alle coste coste dalla primavera all'autunno per deporre le uova,
è chiamata in nome scentifico "sepia officinalis" perchè anticamente era utilizzata anche in campo farmaceutico ,si macinava l'osso e poi si polverizzava per prepararne dei dentifrici oppure un antiacido.
Invece Cicerone  utilizzava il l'inchiostro della seppia per scrivere.
Io al ristorante la propongo alla piastra oppure fritta,morbidissima e gustosa.
Vi faccio vedere come pulirla e salvare la sacca contenente il nero.

CHE PESCE CUCINO OGGI?


Oggi al mercato ittico di Savona ho trovato oltre altre qualità di pescato  una Razza


È un pesce cartilagineo Il corpo è distinto in un disco  piatto e una coda. Sull’estremità della testa è presente un rostro breve. Il tronco e le pinne conferiscono al pesce forma romboidale. Sulla parte centrale della coda troviamo spine ben sviluppate e organi elettrici di modesta potenza. La colorazione del dorso è mimetica e variabile, generalmente grigio o bruno chiaro con macchie nere più o meno fitte. Può raggiungere i 100 cm di lunghezza, ma gli esemplari più diffusi misurano 30 – 80 cm. Vive su fondali di varia natura, ma predilige quelli sabbiosi e fangosi. Vive sul fondo e spesso sepolta in esso. Si nutre di crostacei, più raramente di pesci, vermi e molluschi. Viene pescata con reti a strascico, ma anche con reti da posta, più raramente con palangari di profondità.
Le sue carni sono magrissime, possiedono una discreta quantità di proteine nobili, ma soprattutto molto fosforo e vitamina B6.  Può essere preparata bollita e condita con maionese, ma si presta anche, dopo averlo tagliato a fette,  a essere impanata e fritta, io la propongo in padella in umido con aglio e prezzemolo in un filo d'olio,olive taggiasche e sfumata con  vino Mataosso.
Chiaramente una volta pulita rimarranno solo le ali da mangiare.
                                                                  

Buon Appetito!

LIGHTHOUSE : FIGLIO DI UN GUARDIANO DEL FARO LA PASSIONE PER IL MARE E QUELLO CHE CI DA'

FARO DI VIAREGGIO
Oggi parlo di me,della mia passione del mare da dove arriva.                            
Sono figlio di un guardiano del faro.
CAPRAIA
Nasco nel faro di Viareggio in Toscana e abitiamo lì per due anni prima di essere trasferiti nell'isola di Capraia sempre nel faro e quindi sempre a contatto con il profumo del mare .
FARO DELL'ELBA            





Passa un'altro anno e come sempre arriva il trasferimento comandato dalla ZONA FARI ALTO TIRRENO e quindi essendo mio Padre un dipendente della Marina non può che preparare i bagagli e via per una nuova destinazione che oggi vi posso dire  magnifica,ma quando sei piccolo non capisci perchè sei sempre in posto e in una casa nuova.                                                                                         
Eccoci arrivati nel Faro dell'Isola D'Elba  ,posto incantevole dove anche qui ci fanno fermare solo un anno e poi il solito trasferimento verso un'altro paradiso :la Sardegna ,in provincia di Alghero ecco Capo Caccia,immerso nella solitudine del mare e del verde che ti circonda,penso che questo è quello che mi ha lasciato dentro più sensazioni.Giudicate anche voi .
Ultimo faro trasferito è quello di Capo Vado a  Vado Ligure,purtroppo il progresso ha portato via il mare da questo Faro e ormai è quasi non più funzionante ma pur sempre una bella struttura.
Ormai arrivato qui in Liguria a sei  ho iniziato  la mia vita in questa terra meravigliosa ,ho praticato i miei studi fino ad aprire assieme a mio fratello un'attività di restauratore d'arte fino al 2005 ma poi dentro di me è tornato prepotentemente il desiderio del mare e mi sono imbarcato in un peschereccio dove sono diventato pescatore professionista,e ho affiancato questo lavoro con una cucina di pesce locale :
quello che si pescava si dava da mangiare.
Oggi sono tre anni che con mia moglie che ho conosciuto grazie al mare abbiamo aperto un ristorante  dove serviamo solo ed esclusivamente il pesce locale freschissimo ,creando piatti con abbinamenti particolari e proponendo la bottarga di pesce che facciamo noi come i vari carpioni,il garum di acciughe e il rarissimo lattume di pesce.

LA SCELTA DI OFFRIRE PESCE FRESCO "ECCELLENZA DI TRIPADVISOR"

LA SCELTA DI OFFRIRE PESCE FRESCO

Da Vado Ligure, alla vetta del turismo mondiale. Nella strada dell'eccellenza."Il Pescegatto" è stato premiato come ristorante altamente apprezzato secondo le recensioni dei turisti sul portale di viaggi più grande al mondo, TripAdvisor. Un riconoscimento che solo il 10% delle migliori strutture mondiali riceve, orgoglio del proprietario Michele Tirotto e di una città intera.
Spicca una targa, nel muro di fronte all'entrata del ristorante "Il pescegatto". E' il Certificato di Eccellenza che il sito TripAdvisor, prima community di viaggiatori al mondo con 200 milioni di visitatori mensili, ha rilasciato al ristorante vadese di via XXV Aprile. Un encomio tanto ambito quanto difficile da ottenere. Da San Paolo a Pechino, da Chicago a Sydney, le strutture mondiali sono tenute a mantenere un punteggio complessivo pari o superiore a 4 su 5. Come? Attraverso i feedback positivi. Servono infatti recensioni da parte dei viaggiatori del sito negli ultimi 12 mesi, costanti e soprattutto eccellenti.
Quattro e mezzo, questo il punteggio che quei piccoli pallini, testimoni di qualità, raccontano. Il massimo di cinque è stato sfiorato solo per un soffio. «Una soddisfazione incredibile – commenta Tirotto – che ripaga impegno e attenzione al dettaglio, alla qualità dei prodotti. Ma anche una sorpresa, a soli due anni e mezzo dalla nascita del ristorante. Impossibile descrivere l'emozione che ho provato quando, qualche mattina fa, ho acceso il computer e ho trovato la mail di TripAdvisor». Michele Tirotto non riesce a staccare gli occhi da quel foglio bianco e verde. Che pesa anche se è solo un velo di carta. Perché quello scritto tra le righe è il successo.

MOSCATELLO DI TAGGIA" WINE RARE ITALIAN

E' TORNATO...DAL 1300 AL 1800 ,OGGI E' RINATO: IL VINO RARO" MOSCATELLO DI TAGGIA" WINE RARE ITALIAN


IL MOSCATELLO DI TAGGIA APPRODA A VADO LIGURE

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UN VINO DALLA TRADIZIONE SECOLARE PRESENTATO IERI AL RISTORANTE IL  PESCEGATTO
MOMENTO DI DEGUSTAZIONE
vignetoUna serata all'insegna di antichi sapori e tradizioni secolari. Alla scoperta di un vino riportato sulle tavole dopo quasi trecento anni. Si parla del Moscatello di Taggia presentato ieri sera al ristorante Pescegatto di Vado Ligure da Eros Mammoliti, produttore, alla presenza del delegato per savona di GO WINE Italia il Dottor Gioacchino La Franca e il presidente del circolo enogastronomico Giorgio Zavaglia.
Vino raro, soprattutto per le quantità prodotte, basti pensare che vengono prodotte e immesse sul mercato solo 256 bottiglie l'anno.
La storia del Moscatello di Taggia ha inizio forse nel lontano 1300. Vino bianco pregiato, ottenuto da vigne dell'entroterra Taggiasco nelle valli Argentina ed Armea e che partendo per mare dalla Riva Ligure finiva anche sulle tavole dei nobili del Nord Europa. E' particolarmente amato dalla corona Inglese, i cui cantinieri avevano il divieto assoluto di tagliarlo con altre bevande alcoliche, e nelle Fiandre.Abbiamo delle tracce di questo vino nei secoli passati grazie a vari personaggi come Giacomo Bracelli , storico Genovese, che nel 1450 scrive su Taggia:è piccolo centro, ma già noto per la forte produzione di vino, soprattutto per un nobilissimo vino chiamato "MOSCATUM" ritenuto pari a quelli di Cipro, Creta e dei monti Falerni.
Negli "annali" scritti nel 1534 da Agostino Giustiniani, si racconta che il Moscatello si coltivava tra Taggia, Bussana, Castellaro, Pompeiana, Terzorio, Piano della Foce (oggi Santo Stefano al Mare) e la Marina di Taggia (oggi Riva Ligure). Il vino viene descritto di "tanta bontà che è reputato niente inferiore delle malvasie Candiotte, né dei vini Cipriotti, dé dei Grechi di Napoli".
Dal manuale "il Negotiante", di Gio. Domenico Peri, stampato a Venezia nel 1725, apprendiamo che: Le Riviere abbondano d'ogli molti delicati. I vini che nascono nel paese sono buonissimi, ma sopra tutti pretiosi i Moscatelli di Taggia.
Poi nel 1700 le fluttuazioni di mercato spingono gli agricoltori a riconvertire le vigne in oliveti ed infine con l'arrivo della Filossera a fine 800' il parassita inizia a distruggere sistematicamente quel che era rimasto della coltivazione del Moscatello. Ma un bel giorno la gloriosa storia di questo prodotto che si intrecciava già con la leggenda ha indotto l'Azienda Vitivinicola di Eros Mammoliti di Ceriana a studiare quel che era rimasto di questo vitigno per cercare di recuperarlo. Il progetto di recupero è stato realizzato con la fondamentale partecipazione della Regione Liguria e degli enti di ricerca quali il CNR e l'Università di Agraria di Torino che hanno approfondito lo studio della varietà, rappresentata da poche piante superstiti individuate e censite in zona di Ceriana, rilevandone le caratteristiche genetiche ed ampelografiche, ed eseguendone il necessario risanamento virologico in vista della sua propagazione. Detto lavoro è durato oltre 10 anni, condotto nell'Az. Mammoliti dall'ampelografa Dott.ssa Anna Schneider e dall'enologo Lorenzo Tablino. Finalmente, dopo diversi anni di prove di vinificazione, con la vendemmia 2012 si è arrivati a produrre le prime 400 bottiglie di Moscatello di Taggia Riviera Ligure di Ponente D.O.C. Ecco finalmente il vino
                             Questo è il commento sulla degustazione fatta  su i due vini.
"LUCRAETIO" Moscatello di Taggia D.O.C. Riviera Ligure di Ponente 2012 - 13 Vol. Tipologia Secca ferma, in bottiglia da 750 Cl. Alla vista colore paglierino chiaro, leggeri riflessi verdolini e viscosità nel bicchiere. Olfatto franco con note sfumate di agrume e con sentori di geranio e erbe aromatiche. Gusto piacevolmente amabile con freschezza, buona acidità e retrogusto di cotogna. Abbinamenti: come aperitivo, con antipasti di pesce anche affumicati, formaggi di capra.

"LUCRAETIO" Moscatello di Taggia Vino Bianco da uve passite 2011 – 14,5 Vol.
(la D.O.C. parte dal 2012) Tipologia Passito Dolce in bottiglie da 375 Cl. Alla vista colore giallo oro carico, notevole viscosità nel bicchiere. Olfatto floreale, fruttato con sentori di piccoli agrumi, erbe mediterranee. Gusto dolce, con evidente sapidità e freschezza in retrogusto. Abbinamenti: con crostate con confettura bianca o di agrumi, dolci alla mandorla, formaggi molli erborinati. 
Da sinistra in senso orario ,il Presidente del "CIRCOLO ENOGASTRONOMICO DELLA ROVERE DI SAVONA"Giorgio Zavaglia,al suo fianco il delegato GOWINE ITALIA   per la provincia di Savona  il Dottor Gioacchino La Franca e a seguire il produttore del vino Eros Mammoliti con la moglie.